Lo studio di cellule e tessuti è al centro della ricerca medica dal diciottesimo secolo (per approfondimenti, seguire il link), quando la biologia è diventata un campo aperto a nuove scoperte grazie all'avanzamento della tecnologia. Uno studio ha tuttiavia dimostrato che l'interesse dei giovani ricercatori per le scienze e tecnologie è in declino, e una delle conclusioni che se ne sono tratte è che tale disinteresse è spesso dovuto ad esperienze di apprendimento negative che avvengono nelle scuole a causa di metodi di insegnamento o libri di testo poco stimolanti. In particolare, uno dei motivi per cui gli studenti potrebbero trovare poco attraente la biologia cellulare è la presenza di modelli e illustrazioni non realistiche. E' quindi con questo concetto in mente che in un'altra pubblicazione si tratta della possibilità di utilizzare modelli tri-dimensionali come strumenti di studio: gli autori ritengono che grazie all'avvento della manufatturazione additiva (comunemente chiamata stampa 3D), si possano creare modelli di cellule del sangue (ma non solo) "reali" che aiutino e coinvolgano gli studenti nello studio della biologia. Altro tipo di modello che si pensa possa stimolare maggiore interesse è quello virtuale: una proiezione tri-dimensionale dei globuli rossi potrebbe permettere agli studenti di osservarli da ogni angolazione ed ingrandimento sia all'interno che allesterno degli stessi.
| Prototipi 3D ottenuti dal modello virtuale di un monocita. Il risultato finale è un modello reale 15000 volte più grande del modello virtuale. |
Nessun commento:
Posta un commento